Tra un mese esatto sarà il mio compleanno e l'anno prossimo compirò quarant'anni. Avevo già programmato tutto quello che avremo fatto per festeggiare i miei 40, noi che eravamo abituati a organizzare gli eventi, i compleanni degli altri:già, degli altri perché il mio non lo festeggerò, non lo festeggeremo e forse per te è meglio non esserci più, ( maledetta ironia congenita...!) che essere costretto a far parte dei miei organizzatissimi piani. "Organizzatissima" è il mio marchio di fabbrica, fare piani b e guardare avanti le mie prerogative ormai buttate nel cesso: ecco a voi me stessa, il trionfo dell'inutilità organizzativa perché avevo pianificato tutto ma non tutto... Avevo pianificato 7 anni prima dove avremmo festeggiato il mio quarantesimo anno di vita maldestra: a che ora saremmo partiti, con quale macchina e con chi, dove avremmo pranzato per la sosta, in quale albergo cenare, festeggiare, pernottare, quale città visitare per l'occasione e quando ripartire. Aveva organizzato, la scema, ogni cosa, anche i sorrisi e i ricordi da incartare, le aspettative ben piegate nella solita valigia già fatta mentalmente. Eppure io, la donna del Piano b, non avevo previsto che tu te ne andassi per sempre con la tua consueta uscita di scena tragicomica. Ed io, in mezzo a quel mare di problemi in cui ancora annego, adesso penso proprio a questo, a quanto sarà triste e vuoto e spento e misero quel giorno in cui non ci sarà un bel niente da festeggiare, in cui non farò assolutamente nulla di ciò che avevo meticolosamente organizzato perché per l'ennesima volta ho organizzato, ho guardato troppo oltre, illusa, beffata dal destino, la signorina precisina rimessa brutalmente al suo posto dal fato! "Tu vai più veloce degli altri perché il tuo cuore batte più veloce", mi dicevi sempre tu e, invece, il tuo cuore si è fermato ed io corro corro... ma dove cazzo corro, dove senza di te, di noi, senza il mio cazzo di compleanno organizzato da anni? Sto talmente avanti che per me il futuro è già passato:sì, passato... è l'unico tempo in cui riesco a sopravvivere ormai.