venerdì 30 dicembre 2022

3,2,1...

3,2,1... Siete pronti? La festa più brutta, insensata e triste dell'anno sta per cominciare!!!

Eeeeeeeeehhhhh!!!🎉🎉🎉

Yuuuuuuuhhhhuuuu!!!🍾🍾🍾

Pepepepepepepepepeeeee!!! 🚂🚂🚂

mercoledì 28 dicembre 2022

🤔

Chissà perché

Certi giorni

Assomigliano

A certi altri

Più di altri ancora...

#pensieri #pensiero

lunedì 26 dicembre 2022

💨Via col vento

💨 "Domani è un altro giorno..."

Per fortuna, ma di che tipo?!?

#viacolvento #domanieunaltrogiorno #pensieri #pensiero

domenica 25 dicembre 2022

😅

Ok, é ufficiale: sono messa peggio di Bridget Jones!!!

#bridgetjones #ildiariodibridgetjones #allbymyself

Dal mio romanzo "Carissimo Padre", Premio Speciale Tabula Fati

 (...)

Sara non ha molti ricordi concreti di quando aveva pochi anni, ricorda vagamente un’atmosfera tranquilla e felice e alcune immagini, flash di giornate nere, di quel nero denso che colora le notti più invernali. Si chiede perché i ricordi da scordare siano quelli che si ricordano per più tempo e in modo più preciso e pensa che forse la felicità non sarebbe tale se non fosse quel magico qualcosa che altera l’andamento uguale, normale, di giorni monotoni che rincorrono altri giorni cupi.

E quel giorno Sara non può dimenticarlo, non ci riesce a mandarlo via a calci anche se i calci che gli dà continuamente sono forti, arrabbiati. Allora torna a vedere sua madre in quella mattina di più di vent’anni fa, con quel suo vestito rosso e il fascino particolare che d’estate risplendeva sul suo viso e lungo tutto il suo corpo abbronzato. La vede entrare in quel negozio di giocattoli dai colori accattivanti e vivacissimi come Sara, la osserva mentre le sorride per invitarla a scegliere il suo regalo di compleanno e la guarda mentre se ne sta alla cassa un po’ dubbiosa perché la sua piccola ha chiesto come regalo uno strano barattolo di bolle di sapone più grande di lei. Ma Sara, ricorda, si ostinava a chiedere quello e quel regalo solamente e con gli occhi sfavillanti implorava la madre e cercava di convincerla dicendole che con l’acchiappabolle avrebbe potuto catturare bolle coloratissime e talmente grandi che avrebbero sollevato in aria tutte e due.

Sara si ricorda quant’era contenta per aver ottenuto il suo regalo. Lo trascinava a fatica lungo il viale verso casa. Ogni tanto, però, si fermava sotto il sole di luglio per asciugarsi il sudore e, magari, per tranquillizzare un po’ i suoi brutti presentimenti.

Sara ricorda la faccia del padre al loro ritorno perché lui non sorrideva: non era felice che la sua bambina compisse gli anni? Turbato si aggirava per casa e Sara non sapeva perché fosse agitato ma ricorda il pranzo silenzioso e poi, all’improvviso, le voci dei suoi genitori che si alzano, le sopracciglia del padre che si inarcano, la sua bocca che si spalanca e le mani… le braccia di entrambi che si agitano e si scontrano rumorosamente e ripetutamente. Ricorda molto bene il gelo profondo che la ferì in quel momento di quell’estate torrida, ricorda di non essersi potuta muovere perché non era riuscita a farlo per la paura.

Quello strappo sul bel vestito rosso della mamma non se lo scorderà più, purtroppo.

Tutte le volte che lo vedrà, il vestito rosso, anche tanti anni dopo, lei lo tornerà a sentire dentro quello strappo che, però, non si vede più. Non lo vedono gli altri. Lo vede sua madre che l’ha ricucito più per sua figlia che per se stessa.

Sara ricorda che quel pomeriggio era andata in giardino a giocare con l’acchiappabolle. Le bolle non erano di tutti i colori. L’unico colore era il grigio. E non erano tanto grandi da riuscire a sollevarla. Non riuscivano nemmeno a sollevare via l’espressione cattiva di suo padre. E il perché Sara non lo sapeva.

(...)





😶

Non riesco più a piangere...

Avrò finito le lacrime

O l'anima...?

#pensieri #pensieri 

giovedì 22 dicembre 2022

😴Forte... mente

Vi chiedete mai se quando pensate tanto, fortemente, ad una persona questa se ne accorga? Voglio dire: se pensate spesso, intensamente qualcuno secondo voi a quel qualcuno fischieranno le orecchie? Cadranno gli oggetti dalle mani? Avvertirà nella sua mente, davanti ai suoi occhi, in mezzo ai suoi gesti la vostra presenza che lo segue, l'accarezza, gli parla? Gli arriverà il vostro... sentirlo? Vi sentirà e penserà a sua volta?

#nonso #pensieri #pensieri #riflessione #penso #cogitoergosum

mercoledì 21 dicembre 2022

🧚‍♂️"Ali"

Insegnami a volare, 

Non ti arrabbiare, 

Non urlare:

Tanto so raggiungerti

Anche in mezzo al meraviglioso uragano

Delle tue parole. 

Insegnami a respirare

In ognuno dei tuoi mondi:

Non ci casco, 

Lo so che non sei solo questo

Che comunque mi fa girare

La testa e non solo... 

Spogliami anche dell'orgoglio

E tienimi

Piccola, in silenzio lì 

Vicino ad ascoltarti, 

sentirti sentirti sentirti! 

Non ti so dimenticare

Quindi insegnami a volare e

Non farmi pensare:

Solo Tu sai come lo possiamo evitare... 

Non scappare

E non farmelo più fare. 

lunedì 19 dicembre 2022

🖋️

 Com'è difficile trovarsi,

Com'è facile perdersi...

#pensieri #parole #pensiero 

domenica 18 dicembre 2022

🎞️Incipit Sceneggiatura "Uccidere"

 

DISTRETTO DI POLIZIA

INTERNO NOTTE

Il giovane Stuart se ne sta abbandonato su una sedia e parla con voce sommessa, lo sguardo fisso a terra. Il commissario lo ascolta, lo scruta, fatica a restare fermo.



STUART


Ogni santo giorno ognuno di noi uccide “qualcuno”…uccidiamo chi ci cerca fottendocene allegramente, uccidiamo gli amici facendo solo quello che ci pare e piace, uccidiamo la famiglia sbattendoci dietro le porte, uccidiamo la nostra donna con le catene e poi ce ne andiamo al bar a ucciderci gli ideali strappando un bell’assegno, uccidiamo la nostra pelle col bisturi, uccidiamo i sogni col valium, le emozioni col contegno, uccidiamo la libertà obbedendo agli altri, ci uccidiamo da soli…



COMMISSARIO


Ma insomma Stuart! Smetti di dire cazzate! Vuoi rispondere? L’hai uccisa tu Roberta Abbiati? Perché?



mercoledì 14 dicembre 2022

💚

                          "Il Grinch"

Ho ammazzato

Parecchie clessidre

Sperando

Che tornasse

Ma non è tornato,

Non è tornata

La voglia di aprire

Quella scatola,

Il gusto di sentire

Accendersi le luci

Sull'albero...

In realtà c'è stato

Un momento

Ma si è spento

Beffardo:

Eppure continuo

A svegliarmi

Alle cinque. 

martedì 13 dicembre 2022

🧶

        "Come una giornata di Dicembre"

In fondo

Ogni giorno

È come una giornata

Di Dicembre...

Ti svegli caldo

E arriva il primo fastidioso

Sbuffo di freddo

E ci lotti

E ti armi di vestiti

Ma quando sei pronto

E scaldato

Devi uscire 

E per strada il freddo

Si appiccica 

Di nuovo

Più antipatico

Sulla faccia... 

Scoperta. 

Ma tu combatti

Tutto il giorno

A trovare un tuo pezzo

Di mondo

In cui ci sia calore

E provi a non pensarci

Al gelido, 

Al dolore

Ai piedi... 

E quando finalmente 

La sera arrivi 

Con la tua copertina

Di Linus

A sciogliere il ghiaccio 

E a scaldarti... 

Ecco che ti svegli

E tutto ricomincia a

Freddarti. 


domenica 11 dicembre 2022

🎬

                              "Cinema"

Tratam, tratam

Sbadiglia la sedia dondolando... 

Tratam, tratam

Sono qui, non ci sei 

Ma io ti sto ancora parlando... 

Tratam, tratam...

Stavolta sto davvero partendo

Per il Mondo del Non Senso

Del Non Sento... 

Più Niente:

Che diventerò? Chi?

Tratam, tratam

E tutto va avanti:

Quelle case se ne stanno

Ancora attaccate 

Nello stesso posto, 

Qualche colore diverso

Ma non sono state ribaltate

Come le mie cose, 

I miei giorni che, 

Comunque, 

Continuano a dondolare appassiti... 

Tratam, Tratam... 

sabato 10 dicembre 2022

🎼

 La canzone di oggi?

"Bella fregatura" di Ernia, testo azzeccatissimo!

"Sei la mia Bella fregatura eho' eho' eho'... 🎶🎶🎶..."

#ernia #bellafregatura 

giovedì 8 dicembre 2022

🖤

 "Forse più straziante della morte stessa di una persona che amammo è il dover mettere mano, per necessità, alle cose più intime e segrete che quella persona volle conservare...", "La bolla di componenda", Andrea Camilleri, Sellerio Editore Palermo #andreacamilleri

#labolladicomponenda #sellerioeditore https://ilcalamajo.blogspot.com

domenica 4 dicembre 2022

"Ricostruzione"

 

Ricostruzione


Mi piace

il sapore pungente

di albicocca e vaniglia

dei cornetti soffici

che si sbriciola

nell'aria compatta

del mattino...

Mi piace

passare davanti

ai fruttivendoli,

specie quelli piccoli

e bere tutti quegli odori

freschi, forti,

liberi, verdi...

fortemente sì...!

Mi piace

passare davanti alla

piccola bottega di Pippo

e riempirmi

occhi e orecchi

del profumo

dei legni

delle cornici,

dei colori

dei suoi dipinti...

Mi piace

quel negozio di vestiti

con la finestra di una casa

che mi fa pensare

a quando io giocavo alla vita,

nella mia casa e

giocavo

e non pensavo.



sabato 26 novembre 2022

Estratto dal mio romanzo "Simone il bamboccion...e..."

 

Questa è una storia che fa ridere, fa ridere molto perché è una storia triste, molto triste e perciò fa ridere, fa ridere molto perché in questo mondo, ormai, quello che è triste fa ridere, fa ridere molto perché ... nessuno è triste o pensieroso o, almeno, nessuno deve sembrare triste o pensieroso, altrimenti vuol dire che è sfortunato, “sfigato” o, chiamatelo un po' come volete, ma ci siamo capiti. Tutti ridono, sempre, tutti sono sicuri, sicurissimi di sé anche quando sbagliano, proprio quando sbagliano perché, proprio allora, se loro sbagliano la colpa ce l'avete voi, voi che non avete sbagliato, voi che vi siete comportati bene, onestamente, normalmente ... ma, in fondo, oggi che cos'è la normalità? Chi ha torto ha ragione e chi ha ragione ha torto!


Sì, tutto questo discorso può sembrare strano, molto strano e pure confuso, molto confuso, ma vi assicuro che nella testa di Simone, Simone il bamboccione per tutti, questo discorso ha senso, accipicchia se ha senso però voi non lo potete sapere perché non conoscete la sua storia e allora conviene raccontarla per bene, da capo, con ordine e così capirete che la storia di Simone è una storia che fa ridere, fa ridere molto perché è una storia triste, molto triste e a quel punto starà a voi capire se è meglio ridere o piangere, se siete tipi che si vergognano di piangere, se siete tipi che si vergognano delle cose tristi perché sono troppe serie, sono troppo sfigate e allora fate un po' come volete: chi vuole piangere pianga e chi vuole ridere rida ... inutile, per ora, dire a chi di voi Simone riserverà la sua stima.




CAPITOLO PRIMO

"Le due case"


Simone ha trentadue anni e in trentadue anni ha vissuto in due case. Nella prima casa ha abitato fino all'età di tre anni, fino a quando sua madre ha deciso di andarsene dalla prima casa e di portarlo via con sé.

Sì, aveva solamente tre anni, ma lui ricorda molte cose di quei primi mesi di vita; dice di ricordare, per esempio, la zia Saveria morta quando lui ne aveva due di anni e sostiene di ricordare bene persino i suoi baffi neri (e non è a dire che in giro ci siano fotografie della bella Saveria … ); dice di ricordare il gatto che, quando aveva un anno, sua cugina buttò per sbaglio dalla finestra scambiandolo per un peluche e dice persino di ricordare il giorno della sua nascita, le luci, gli odori masticati tra le lacrime dei primi vagiti ... mah! Prima Marta, quando Simone le raccontava queste cose serio serio ne rideva e, quando lui perseverava, ci si infuriava e gli urlava contro:


- Ma che pensi di esserti scelto per fidanzata una deficiente? Come credi che si faccia a ricordare delle cose talmente ... “lontane”? -


Poi, con il tempo, Marta ha capito che quei ricordi erano i pochi che vedevano la presenza del padre di Simone nella sua vita, quei pochi che dipingevano nella sua testa un'atmosfera famigliare, affettuosa e, allora, tutte le volte che Simone dice di ricordare quei particolari, Marta ormai fa finta di niente, annuisce silenziosa e sorridente; Marta ha capito ma Simone non ha capito che Marta ha capito.

E così Simone ricorda ... la luce del corridoio del primo appartamento in cui ha vissuto, il lungo corridoio che conduceva dritti dritti verso un terrazzo enorme, carico di fiori, con le mattonelle tinte di blu e il dondolo giallo; ha spesso presente l'immagine del cagnolino di suo padre, Teodoro, vispo come un orso in letargo ma fedele come solo un cane sa esserlo di questi tempi; Simone ricorda persino il rumore particolare del caminetto che scoppietta tranquillo, quel rumore che assomiglia a un vecchio disco che ormai gira stanco. Della sua prima casa Simone sfoglia nella memoria tante fotografie tutte piene di luce, amore e pace fino a quel giorno in cui sua madre ha fatto le valigie e lo ha trascinato nella casa della nonna dove Simone vive ancora oggi.

Dopo qualche anno che stavano insieme, Marta aveva trovato il coraggio per fare qualche domanda a Simone sulla sua misteriosa “famiglia”, dato che lui metteva sempre bocca sugli affari suoi, sui suoi parenti, su quello che faceva sua madre, su quello che mangiava suo padre e persino su come si comportava il cagnolino del suo futuro cognato e, così, gli aveva domandato perché sua madre avesse lasciato suo padre.


- Non lo so - aveva risposto vago Simone – non gliel'ho mai chiesto … una volta mi ha detto che se n'era andata perché papà non si era comportato bene ... eh sì, non si era comportato bene, eppure lei glielo aveva detto di comportarsi bene, ma lui ... non si era comportato bene.


Punto. Ecco tutto. Ah certo, ora era chiaro, ogni cosa aveva senso! Beh, in questa storia poche cose hanno senso e sono misteriose, davvero misteriose ma, in fondo, la verità viene sempre fuori. In fondo ...

Insomma sua madre, la madre di Simone, Simone il bamboccione per intenderci, se n'era andata e lo aveva portato con sé con la forza e questo Simone non lo dice, non lo ha detto e non lo dirà mai a nessuno, se stesso compreso, ma ricorda il modo in cui suo padre li aveva guardati andare via dall'uscio di casa e, anche se Simone sa che suo padre è morto di infarto tre anni dopo rispetto a quell'episodio, per tanto tempo si è detto che la causa del suo male al cuore fosse nata in “quel momento”, in quel mezzo sorriso sanguinante che aveva rivolto a sua moglie, ormai ex moglie e al suo figlioletto mentre se ne andavano carichi di valigie: il piccolo Simone “quel giorno”, quel giorno grigio grigio con la pioggia impazzita che scrosciava arrabbiata, non era riuscito a dire niente e nemmeno a ricambiare il sorriso triste di suo padre che guardava pietrificato la sua vita andare in pezzi dall'uscio di casa. E, infatti, ancora oggi Simone si dice che, se almeno quel giorno gli avesse sorriso o gli avesse detto qualcosa, suo padre non si sarebbe ammalato al cuore e non sarebbe morto; se almeno gli avesse lasciato la sua marionetta di Pinocchio suo padre si sarebbe sentito meno solo ma ... non l'ha fatto e lo rimpiangerà per sempre o, almeno, lo rimpiange tutte le volte, (poche volte a dire il vero...), che graffia la sua corazza di ghiaccio e si guarda dentro.


  • Dai bamboccio che fai fermo lì? Entra! Oh Maria Vergine aiutami tu! 


Da piccolissimo Simone si era sempre sentito chiamare “bamboccio”, tant'è che pensava addirittura che quello fosse il suo nome e la prima volta che a scuola doveva rispondere all'appello, tardò non pochi secondi a farlo perché quel “Simone”, ormai, non gli sembrava più il suo nome a forza di sentirsi chiamare, invece, “bamboccio” (nome che poi, crescendo, diventò “bamboccione”). Tutti, insomma, lo avevano sempre chiamato in quel modo, tranne suo padre: per i suoi cuginetti, per le sue adorate zie, per sua nonna, per sua madre e poi persino per i suoi amici, lui era … “bamboccio”.

Fatto sta che quel giorno, quel giorno di tanti anni fa, Simone non ci pensava affatto di rispondere agli ordini da generale nazista di sua mamma e di entrare nella casa della nonna proprio non ne aveva voglia: quell'orrido buio, tante tante porte tutte chiuse e scatoloni, giornali, soprammobili impolverati appoggiati distrattamente da ogni parte, su ogni centimetro di ogni armadio, o mobiletto, o scaffale e l'odore estenuante di umido e i quadri inquietanti dipinti dalla zia, le sculture di Gesù e Madonne piene di ragnatele, i crocifissi in ogni millimetro delle pareti ammuffite, non creavano certo un ambiente in grado di attirare un bambino, un bambino estremamente giù di morale per altro. No: quel giorno Simone non aveva proprio voglia di obbedire; sua madre gli aveva tolto Teodoro e, soprattutto, suo padre e ora voleva togliergli persino la luce? Niente da fare: il bambino rimaneva ostinato fuori da quella casa troppo piena di cose, troppo piena di ... buio.


  • Dai Simone su: vieni dalla nonna, entra che fa freddo ... lo vuoi un dolcetto … ? 


La nonna, ah poveretta la nonna di Simone, così vecchia e così rassegnata: tre figlie e due divorzi, proprio una bella media! Pensare che lei e suo marito si erano voluti bene per cinquant'anni: come mai le sue figlie non riuscivano ad andare d'accordo con i loro mariti? A volte la vecchietta si domandava, zitta zitta, fra sé e sé e con le lacrime agli occhi, se fosse stata colpa sua perché non aveva saputo insegnare alle sue figlie la virtù della pazienza, quella della generosità e quella dell'altruismo che tanto contano in un matrimonio. La signora, la piccola signora dai lunghi capelli grigi, non disse niente quando vide arrivare il nipotino e sua figlia: preparò per loro una stanza, quella che la mamma di Simone aveva occupato da piccola e poi da ragazza e posò due piatti in più sulla tavola già apparecchiata per il pranzo.


  • Dolci prima di pranzo? Il pasto del demonio e per giunta a quest'ora?!? Mamma: sei impazzita? Ma stiamo scherzando??? Entra e basta bamboccio e poche storie! Io sono tua madre e tu devi obbedire!!! Ora mi hai davvero seccata! 


E, così, la mamma di Simone prese con forza suo figlio per il braccio, il piccolo braccio che solo pochi minuti fa suo padre aveva stretto per l'ultima volta come se fosse la cosa più preziosa dell'intero universo e lo trascinò dentro, chiuse con rabbia il portoncino di legno scuro e si risistemò il caschetto biondo con quel suo tipico movimento isterico e schizzato ma preciso come un mitra: i capelli tornarono tutti perfettamente al loro posto forse perché anche loro avevano paura di lei.

Quando giunsero nell'ingresso le sue sorelle, però, la donna sorrise loro assumendo l'espressione di una martire rediviva, mettendo in bella mostra i suoi enormi e numerosissimi dentoni da scoiattolo, mentre i cuginetti circondarono Simone e iniziarono a cantare:


  • Simone il bamboccione ha proprio un bel nasone, è basso, è grasso, è pazzo, è sveglio come un sasso !!! 


Simone cominciò a piangere e poi si mise a correre, voleva gridare, scomparire, scappare, ma non sapeva dove mentre sua madre gli urlava contro:


  • Vieni qua demonio! Ma lo vedete com'è strano questo bambino? Ha qualcosa che non va ... non capisco ... è tutto suo padre! Eh d'altronde il grande filosofo diceva che l'essere è e non può non essere e il non essere non è e non può essere! Lo spiegavo proprio oggi a quegli incapaci dei miei alunni ... 




martedì 22 novembre 2022

🌧️

                      "Quando piove" 

Quando piove 

Le persone impazziscono

Per una fila, un semaforo, un posto... 

Quando piove

Dentro batto lenta

Se cade dolce sul selciato, 

Ma batto nervosa

Se si precipita isterica sull'asfalto.

Quando piove

Si aprono e spezzano

A terra 

Cerchietti continui di odore, 

il tuo.

Quando piove

Immagino come ti stai muovendo

In quel momento 

Nella pioggia

Nella tua città

Ma questo succede

Anche quando

Non piove.

#pensieri #parole #poesie #poesia #immaginazione #immagini #pioggia #quandopiove 

giovedì 17 novembre 2022

😢

 Quando ho paura,

Adesso ho tanta paura,

Chi mi da la mano?


#paura #pensieri #parole 

sabato 12 novembre 2022

🎼

🎼La canzone di oggi: "The loneliest", Maneskin... Ascoltatela bene...

#theloneliest #maneskin #canzoni #pensieri #emozioni